Nuova vita!

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Da Biban

Still #4 - Beyond me

Da Biban, sull'orlo del catino, la sera si vedono le luci della città. E se ne sentono le musiche. Si sente il canto dei muezzin di tutti i minareti, e gli ottoni di una brass band: idioti, e inconsapevoli autori della bellezza di Sarajevo.

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Vita al quadrato

Ci sono vacanze che sono speciali. Sono quelle che parti in viaggio con gli amici, quando si forma quell'atmosfera di complicità, intimità e allegria. La gioia di stare insieme si afferra, si mangia, si beve, si fuma.

Quando le vacanze sono speciali si è in uno stato permanente di ebrezza, che non è dovuto solo alla rakja seccata a forza di brindisi. Sono anche una seduta semi-permanente di autocoscienza. Si svuota tutto. Si fanno le ore piccolissime a raccontarsi, a discutersi, a consigliarsi, a prendersi per il culo. Si cambia idea, si impara l'uno dall'altro, si spezzetta la propria identità e la propria storia in percentuali. Si fanno anche cose stupide o che non avremmo mai fatto in altri luoghi e contesti. Si ammirano le bellezze locali, per strada o dall'alto di un minareto.

Le brass band, il canto del muezzin e il silenzio nello scheletro della biblioteca bruciato dalle cupe vampe fanno da contorno, sono solo la colonna sonora, perchè quello che conta è che, per qualche giorno, si vive al quadrato. E quando si torna a casa, guardando la pista di un aeroporto o il mondo dal finestrino di un treno, si sente un bel buco nello stomaco. Come se ci avessero strappato via un pezzo di noi. Come se non avessimo davvero vissuto se non in quella settimana.

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Le memorie di Silvio

Rome, assez facile à la débauche, n'a jamais beaucoup apprécié l'amour chez ceux qui gouvernent.

M. Yourcenar - Mémoires d'Hadrien

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La vita eterna

Per il ponte del 2 giugno sono andato al Garda con Daniele. Siamo saliti sul suo furgone e... via, senza avere un percorso prestabilito, una prenotazione per la notte, dei tempi da rispettare. Avevamo, invece, tanto tempo davanti a noi e nessuno che ci corresse dietro. Penso che proprio questa sia l'essenza di una vacanza: godersi ogni istante e non dover pensare a cosa dover fare nell'attimo successivo. E' godersi la pienezza del tempo.

Credo, anche, che, quando nel vangelo, si parla di vita eterna, si intenda una cosa simile. La vita eterna è, certamente, una vita senza fine, ma è anche e soprattutto una vita in pienezza, una vita in cui ogni singolo istante viene assaporato, gustato, goduto. Magari prendendo il sole in riva al lago di Garda.

Io scelgo democratico

Su scelgo DEMOCRATICO -via martameo- ha proposto una serie di domande ai candidati del pd per le europee. Qui ci sono le risposte di Debora Serracchiani, e qui quelle di Michele Nicoletti (le migliori, detto tra noi), candidati del nordest. Le domande sono ben scelte e riguardano -finalmente!- l'Europa.

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Il Pippo Inzaghi del Sudtirolo

Si celebra qui da noi il centenario della morte di Andreas Hofer (Andrè per gli amici). Ieri, allora, sono montato in macchina e, prima di arrampicarmi fino alla Pfandleralm, dove fu catturato dai francesi, ho fatto un salto in val Passiria al museo a lui dedicato e costruito proprio affianco del Sandwirt, la sua osteria.

Il museo mischia l'Hofer storico e quello mitologico con una buona dose di ironia e delicatezza. Godibilissimo il video introduttivo. Esilaranti gli audio delle testimonianze dell'epoca, che vengono lette imitando l'accento (francese, piuttosto che tirolese o italiano) dei loro autori. E fa riflettere come Hofer sia stato sfruttato come strumento di propaganda da tutti quelli che sono passati per il Tirolo: gli austrungarici (l'Hofer fedele all'imperatore, che poi, però, lo tradì regalando il Tirolo ai bavaresi) e le femministe (l'Hofer bravo marito che faceva i lavori di casa, anche se a me pare che fosse la moglie a mandare avanti la baracca, mentre lui si dedicava alla politica e alla borsa delle vacche), i nazisti (l'Hofer nazionalista tedesco, che, intanto, sparava ai bavaresi) e i comunisti (l'Hofer antimperialista -sic-).

Comunque la cosa più straordinaria è l'elenco degli eroi (eroi come Hofer, eroi un po' per caso, secondo i curatori del museo), nella sala delle proiezioni. Tra Gandhi ed Ercole, Toro Seduto e Daniele Manin, ci stava anche Filippo Inzaghi, detto Pippo (!).

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